Gli ultimi anni di ricerca nel mondo della chiropratica si stanno focalizzando sull’importanza della manipolazione vertebrale in relazione con il cervello. Diversi studi hanno infatti dimostrato come a seguito di una manipolazione vertebrale si ottengano dei cambi neurofisiologici nella corteccia cerebrale in special modo nella corteccia prefrontale (Haavik et al. 2017, Lelic et al. 2016).
Cosa vuol dire tutto ciò? In poche parole, il cervello è il motore centrale di tutto il nostro corpo e della nostra mente, così come delle nostre emozioni. È tramite questo organo cosi evoluto che noi riusciamo ad analizzare e fare nostre tutte le informazioni che riceviamo durante la giornata (odori, suoni, gusti, immagini e percezione del nostro corpo nello spazio – propriocezione). Il cervello dopo averle analizzate manda input ai nostri muscoli ed ai nostri organi interni che si adattano al meglio per mantenere uno stato di equilibrio e quindi uno stato di buona salute.
Ricordiamo che il cervello ha bisogno di 3 cose fondamentali per funzionare alla perfezione:
La gravità è l’unico input costante di stimolazione presente 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ed è quindi il più importante. Questo vuol dire che lo stimolo più grande che il nostro cervello riceve durante la giornata viene dai nostri muscoli e dalle nostre articolazioni (Proske and Gandevia 2009). È interessante sapere che il nostro cervelletto è il centro di coordinazione dei movimenti rapidi e precisi e che riceve informazioni unicamente dai muscoli.
Se l’input è adeguato, il cervello parlerà in maniera ottimale con tutti gli organi interni ed il corpo si troverà in uno stato di armonia. Se al contrario il maggior input di cui si nutre il nostro cervello viene a mancare, come nei casi di sedentarietà o di immobilità prolungata, è facile capire come ciò possa risultare dannoso per l’integrazione delle informazioni sensoriali.
Un’articolazione limitata nella sua funzione e nel suo movimento (sublussazione vertebrale) interferisce con la nostra capacità di percepire il mondo esterno ed il nostro individuale mondo interno. Tutti i trattamenti manuali hanno la facoltà di stimolare i meccanorecettori (recettori sensoriali presenti in tutto il corpo) e di conseguenza di attivare il sistema nervoso centrale (Pickar and Bolton 2012). Questa attivazione può migliorare l’integrazione sensorimotoria (l’assimilare tutte le informazioni sensoriali per muoversi con accuratezza) e quindi avere degli effetti benefici sia sull’appropriato controllo motorio che sulla percezione del dolore (Pagano et al. 2012).
Se dovessimo tramutare le informazioni sopra riportate nella vita quotidiana si sintetizzerebbero in un’unica parola: MOVIMENTO!
È nell’esercizio fisico che si nasconde la vera fonte della giovinezza.
Oltre a migliorare i nostri movimenti nello spazio (evitando dunque cadute o incidenti) ed a diminuire la percezione del dolore, il movimento fisico ci permette anche di pensare meglio.
Infatti, l’esercizio fisico aiuta a mantenere integro il supporto di ossigeno e di nutrimenti al cervello stimolando il flusso sanguigno. Il rischio di diabete, ipertensione, obesità e dislipidemia è diminuito, e di conseguenza diminuisce la possibilità di avere problemi cardiovascolari. Nuove cellule cerebrali e nuove sinapsi vengono create. Questo permette di promuovere la crescita neuronale e la sua sopravvivenza. Il rischio di malattie quali Parkinson o Alzheimer si riduce. Non da ultimo l’esercizio fisico previene lo stress diminuendo il livello di cortisolo nel sangue (Sofi et al. 2010).
Il movimento rende soddisfatti e felici di noi stessi, stimola i ricordi, l’attenzione e le nuove idee. Chi pratica o ha praticato in passato attività fisica regolare sa esattamente di cosa si parla.
Nel 2014 un gruppo di scienziati dell’università di Dundee in Scozia UK ha analizzato i risultati accademici di 4755 studenti in relazione con il loro livello di attività fisica regolare. I risultati che ottennero furono chiaramente a favore di un impatto positivo tra movimento e prestazione accademica. Migliori voti in inglese, matematica e scienze per chi praticava sport.
Volendo fare un passo in più questo vuol dire che non solo lo sport non distrae i bambini e gli adolescenti dallo studio, ma addirittura aiuta ad ottenere buoni voti a scuola.
In conclusione, la chiropratica può essere di notevole aiuto in ogni età della vita per migliorare il benessere generale ripristinando il corretto movimento e funzionamento della colonna vertebrale e di conseguenza il funzionamento del nostro cervello.